1 Agosto 2019
CANALE LUNENSE: UNA DONNA ALLA GUIDA DEL CONSORZIO DI BONIFICA.FRANCESCA TONELLI, COLDIRETTI, È IL NUOVO PRESIDENTE

“Congratulazioni alla neo Presidente Francesca Tonelli che assume un incarico di grande responsabilità nel sistema delle bonifiche, delle irrigazioni e dei miglioramenti fondiari”. Interviene così Coldiretti La Spezia all’indomani della prima seduta del nuovo Consiglio del Consorzio di Bonifica Canale Lunense chiamato ad eleggere il Presidente, il Vice Presidente e la Deputazione.

“Un piano per la riduzione del rischio idrogeologico, con l’obiettivo di migliorare significativamente la sicurezza del territorio da allagamenti, alluvioni e frane e un piano degli invasi come risposta alle ricorrenti siccità che penalizzano l’agricoltura, sono fra le prime necessità del nostro territorio” – commentano Sara Baccelli e Francesco Goffredo, Presidente e Direttore di Coldiretti La Spezia. “Ed è inoltre necessario lavorare insieme sulla tutela della biodiversità, sulla gestione sostenibile delle risorse naturali, sulla riduzione degli sprechi, su modelli equi e sostenibili di produzione e consumo, anche portando questi temi nelle scuole facendo crescere i nostri figli con un grande senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente”.
Nell’ambito del nuovo consiglio direttivo, composto da 12 soggetti eletti fra gli oltre 14mila consorziati più 3 soggetti nominati fra quelli proposti dai Comuni del comprensorio, sono 7 quelli di espressione Coldiretti: oltre al Presidente Francesca Tonelli di Luni (SP), Giulio Federici (Luni) e Michele Segnani (S. Stefano di Magra) eletti in Deputazione, Laura Angelini (Luni), Marco Boragno (Castelnuovo Magra), Adriano Capetta (S. Stefano di Magra) e Andrea Spagnoli (Arcola) consiglieri.
“Ci auspichiamo infine – conclude Coldiretti La Spezia – che il Canale Lunense lavori in sinergia con Regione Liguria e le Organizzazione Agricole per modificare la legge regionale in materia di consorzi di bonifica; se nel 1882 a loro fu affidato il ruolo di rendere coltivabili le aree paludose del Paese, oggi gli stessi consorzi possono e devono diventare centrali per la tutela e la salvaguardia del territorio. E non possiamo neppure limitarci a pensare che i consorzi di bonifica siano solo al servizio dell’agricoltura, poiché le infrastrutture realizzate da tali enti hanno una valenza per l’intera collettività”.